Le importazioni europee di gas naturale liquefatto (GNL) russo hanno raggiunto il livello più alto nei primi tre mesi del 2026, mantenendo la Russia rimane il secondo fornitore di GNL dell’UE, secondo quanto emerge da un’analisi Institute for Energy Economics and Financial. L’impennata si è verificata mentre le nazioni di tutto il mondo si affannavano a reperire forniture energetiche per sostituire quelle interrotte a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz avvenuta in seguito alla guerra lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran lo scorso 28 febbraio.

Come indica l’analisi, le spedizioni di gas russo verso l’UE tramite gasdotto si sono in gran parte interrotte, ma alcuni Paesi continuano ad acquistare GNL russo via nave cisterna, in particolare Francia, Spagna e Belgio. Nel primo trimestre del 2026, le importazioni di GNL russo nell’UE sono aumentate del 16% su base annua trainati dalle forniture a Francia, Spagna e Belgio. Secondo l’analisi, nel 2025 i Paesi dell’UE hanno speso 5,9 miliardi di euro per il gasdotto russo e 6,7 miliardi di euro per il GNL russo.

La Francia è risultata il principale acquirente europeo, con il 35% delle proprie importazioni di GNL proveniente dalla Russia e il 41% del totale europeo di GNL russo assorbito nel trimestre. In Spagna, le importazioni dalla Russia sono aumentate del 43% su base annua e hanno rappresentato il 26% del GNL acquistato dal Paese. In Belgio, invece, gli arrivi di GNL russo sono cresciuti del 23% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre nel 2025 la Russia era già il primo fornitore di GNL del Paese, con una quota del 40%.

“La guerra in Medio Oriente ha reso l’Europa più dipendente dai suoi due maggiori fornitori di GNL, Stati Uniti e Russia. La crisi energetica del 2026 dimostra che, finché i paesi europei sceglieranno di dipendere dal gas, dovranno accettare i rischi geopolitici che ne derivano”, ha affermato Ana Maria Jaller-Makarewicz, analista energetica senior per l’Europa presso l’IEEFA, in una nota che accompagna lo studio.

L’aumento della dipendenza energetica dagli Stati Uniti

Dai dati analizzati dall’istituto indipendente, la crisi energetica in corso ha aumentato la dipendenza dell’Europa dal gas naturale liquefatto (GNL) proveniente dagli Stati Uniti, che si apprestano a diventare il principale fornitore di gas del continente entro il 2026. L’IEEFA prevede che l’UE potrebbe importare fino all’80% del suo GNL dagli Stati Uniti entro il 2028.

Gli aggiornamenti dell’IEEFA relativi all’European LNG Tracker e all’EU Gas Flows Tracker mostrano che le importazioni europee di GNL statunitense sono più che triplicate tra il 2021 e il 2025, soprattutto in relazione alla progressiva riduzione del gas russo trasportato via condotte.

Considerate le continue interruzioni alle esportazioni di GNL dal Qatar, l’IEEFA prevede che gli Stati Uniti supereranno la Norvegia diventando il principale fornitore di gas per l’Europa e l’UE nel 2026 e potrebbero rappresentare l’80% delle importazioni di GNL nell’UE entro il 2028. In media, il GNL statunitense è il più costoso per gli acquirenti europei.

Secondo gli analisti dell’IIEFA, IL GNL è diventato il tallone d’Achille “della strategia europea di sicurezza energetica, lasciando il continente esposto a prezzi del gas elevati e a nuove forme di interruzione delle forniture”.

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